giovedì, 02 novembre 2006

Fabrizio Plessi, nome storico della videoarte internazionale, resta un punto di riferimento estetico per ogni newmediartista.
Nell'era dell'arte interattiva, la sua visione essenzialmente compositiva suggerisce l'esistenza di un'anima della videoarte, sempre più relegata alla tecnologia, ai database, alla circuitistica. La presenza di materiale diversi come marmo, legno assieme al video, evoca una metaforicità dello stesso.
Suggerisco la visione delle opere presenti nel suo sito (www.plessi.it), come questo "mulino del tempo" (anche Gary Hill ebbe idee del genere).
L'autore attualmente insegna all'università di Colonia.


"Fabrizio Plessi. Videoartista. Autore di installazioni, films, videotapes e performances, sue opere si trovano nei più importanti Musei d’Arte contemporanea del pianeta Terra. Dal 1990 insegna Umanizzazione delle Tecnologie alla Kunsthochschule fur Medien di Colonia e dal ’94 è titolare della cattedra di Scenografie Elettroniche presso la stessa istituzione. Maestro della videoinstallazione, ha attraversato più media: cinema, teatro, tv, con un segno stilistico riconoscibilissimo perché unico. La più recente volta che ho ammirato sue opere è stata a Roma, nel settembre di questo 2002, alla Scuderie del Quirinale dove si è tenuta un’antologica che ha visto in quelle sale scorrere acque elettroniche ed ardere fuochi tecnologici in una lussuosa e inquietante suite per l’occhio". (da
 adolgiso.it)
postato da: artemide83 alle ore 17:30 | link | commenti
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