
"Per l'impegno e l'ambizione. Perchè è riuscito a sorprendere con la sua ambiguità e complessità visionaria. Per la volontà di riconoscere le radici culturali della tradizione italiana. Per la sua inventività e versatilità tecnica che è riuscita a riportare nel quadro ciò che era fuori."
Con questa motivazione Roccasalva è stato insignito del premio Furla 2005.
Ci interessa questo autore per la capacità di sintetizzare linguaggi diversi in modo semplice, corente, e comunque inverso rispetto al solito: piuttosto che portare la pittura nel video, l’artista porta il video nella pittura.
Il suo lavoro
ha a che fare con la pittura come campo d'azione specifico, anche e soprattutto come quando contempla l'utilizzo di installazione, video e riproduzione digitale: tutti quei media, insomma, che sembrerebbero partecipare alla "crisi" della pittura stessa.
I suoi lavori (...) sono strutture estremamente variabili in cui elaborazioni al computer, elementi scultorei, ambientali e dipinti sualizzano insieme il percorso che precede e segue la realizzazione di un'immagine pittorica (FlashArt).
All’inaugurazione di una delle sue mostre, Roccasalva presentò ai visitatori una gru che elevava gli stessi alla terrazza della galleria. Ma
visitando la mostra i giorni successivi all’inaugurazione, molto è perduto. Come se quel percorso si fosse spezzato (niente più braccio meccanico, niente più performer), lasciando il visitatore alle prese con il non facile compito di rimetterne insieme i frammenti.
Si prova così a seguire alcune piste. Una cromatica ad esempio, il rosso vivo è un colore che sembra ritmare la mostra: il cesto di vimini dell’elevatore, la civetta nel disegno in galleria, e le due parti del catino. Oppure il ritrovare topoes lessicali di Roccasalva come i termini “giocondità”.
Ed ancora: la figurazione dettagliata e la pittura attenta che descrive nel piano ipogeo un volto consumato. Oltre ovviamente ai rimandi temporali, che stabiliscono ossessivamente dei richiami tra le varie opere e tra le mostre di Roccasalva (
Exibart).